Novità sugli "affitti" brevi

21.03.2025

di Studio Legale Caldana & Associati - Brescia

Gli affitti brevi sono ad una svolta. Il legislatore ha sentito la necessità, anche per la pressione del settore alberghiero, di introdurre una disciplina più stringente per chi intende locare per brevissimi periodi. Le nuove regole si applicano sia ai privati, sia alle piattaforme on line.
Per contratto di locazione breve si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa.

Il contratto di locazione breve può avere ad oggetto unitamente la messa a disposizione dell'immobile abitativo, la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali, nonché altri servizi come, ad esempio, la fornitura di utenze, wi-fi, aria condizionata, che risultano strettamente connessi all'utilizzo dell'immobile.

Chi intende locare un immobile per brevi periodi, deve registrarlo nella Banca Dati delle Strutture Ricettive (Bdsr), ottenendo così il CIN.

Il CIN è il codice con cui ciascuna struttura ricettiva turistica e ciascun immobile destinato a locazione breve o per finalità turistiche è identificato per la promozione e la pubblicità dell'offerta di ospitalità. Questo codice deve essere esposto all'esterno della struttura, nonché deve essere indicato in ogni annuncio ovunque pubblicato o comunicato, anche on line.

Le nuove norme hanno introdotto regole per la sicurezza. Dovrà essere installato un estintore certificati CE ogni 200 mq e, comunque, se l'immobile si sviluppa su più piani, va collocato un estintore su ogni piano, oltre ai sensori per il rilevamento di gas e monossido di carbonio.

Se si locano più di tre unità va presentata una Segnalazione Certificata di Inizio Attività – Scia presso il Comune e va aperta una partita IVA.

L'aliquota delle locazioni brevi è del 21% per la prima unità e ammonta al 26% per gli eventuali ulteriori immobili destinati ad affitti brevi dello stesso proprietario. A questo proposito le piattaforme on line di intermediazione, tra cui Airbnb e Booking, diventano sostituti d'imposta: dovranno versare il 21% delle somme incassate all'Agenzia delle Entrate.

Ricordiamo che Il proprietario dell'immobile o il gestore che percepisce il canone di locazione delle locazioni brevi è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno. Questa somma deve essere trattenuta dal canone ricevuto e versata al Comune per ogni persona e per il numero di pernottamenti effettuati. L'importo è determinato in misura diversa da ogni amministrazione comunale.

Sono previste sanzioni per le eventuali irregolarità: da 2.000,00 a 10.000,00 euro per chi affitta più di quattro immobili e non richiede la SCIA per l'inizio dell'attività imprenditoriale; da 800,00 a 8.000,00 euro per chi affitta un immobile senza CIN; da 500,00 a 5.000,00 euro per chi non espone correttamente il CIN; da 600,00 a 6.000,00 euro per chi affitta immobili che non rispettano i requisiti di sicurezza necessari.